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il “famoso posto fisso”…. (capitolo 2)

scritturaOggi continuiamo la storia del famoso posto fisso.

Ci eravamo lasciati qualche giorno fa, con il nostro omuncolo che finalmente, dopo mesi di ricerca e disperazione riesce a trovare il nuovo famoso posto fisso.
Questa volta trova una azienda un po’ più grandina, circa 30 persone. Quindi almeno qui hai qualche speranza in più che sia stabile, duratura nel tempo e soprattutto fa parte di un grande gruppo industriale.

Bene, finalmente il famoso posto fisso si è palesato e l’omuncolo è riuscito ad accaparrarselo. Una vita di studi e di impegno son stati ripagati. Il lavoro gli piace, cose nuove ed interessanti, stipendio adeguato e arriva qualche soddisfazione dopo un periodo di apprendimento.

Per qualche anno tutto fila liscio, ma poteva il nostro omuncolo stare tranquillo? ma va… che vita sarebbe senza un po’ di agitazione e preoccupazione? E per non farsi mancare nulla arriva anche la seconda bella notizia e questa è bella veramente: arriva anche la secondogenita. Gran festa ed euforia.

Nel mentre al lavoro le cose non vanno più così bene, iniziano ad arrivare le prime voci di una fusione, che come voce non sarebbe male in quanto si andrebbe a lavorare in una azienda ancora più grande di quella attuale, che ha garanzie maggiori di continuità rispetto ad una di 30 persone. Tutto bene se non per il fatto che in questa nuova grande azienda ci sono molti esuberi e la sede di lavoro non sarà più quella attuale, ma a qualche chilometro di distanza in più.

La distanza non spaventa, gli esuberi invece si, ma gli viene assicurato che comunque il suo famoso posto fisso ci sarà ancora, quindi anche se ci crede fino ad un certo punto, si fida e va avanti attendendo gli eventi.

La storia è ancora in divenire, ne sentirete ancora parlare.

Adesso che sono arrivato a sto punto, vi starete domandando: che serviva raccontarci questa storia?

Ve lo spiego subito: il fulcro della questione sta nel famoso posto fisso.

Come ho detto dall’inizio, fin da piccoli a scuola, nella vita ci viene insegnato che tu devi impegnarti per poter raggiungere questo scopo nella vita. Tutti questi anni di apprendimento sono votati al solo raggiungimento di questo status che ti permetterà di vivere una vita degna. Quindi vivi la vita per un lavoro, per guadagnare quello che ti serve per vivere: quindi vivi per lavorare, lavori per vivere. Lo so che può sembrare uno sproloquio, ma se leggete bene le parole non potete negare che è la verità.

E se questo famoso posto fisso non lo trovi, o peggio se lo perdi? Non riesci a trovarne un’altro?

Tutto quello per cui hai vissuto, sudato, sperato se ne va a farsi benedire, non ti rimane in mano che un pugno di mosche, una marea di debiti ed una vita da inventarti. Ed allora si che si può fare qualcosa di straordinario, ossia esattamente “inventarti una vita”.

Nei momenti di crisi si sà che si possono avere due reazioni diverse: o si è passivi e si subiscono i fatti cercando di barcamenarsi nella vita di tutti i giorni, o si prende il toro per le corna e si affronta la situazione cercando alternative valide che ti evitino di ricascare in queste situazioni difficili.

Non parlo di metterci una pezza, parlo di creare qualcosa di strutturato, stabile e duraturo che ti possa garantire di affrontare queste situazioni che possono minare la vita di ognuno.

Ne parliamo alla prossima puntata. Stay tuned 😉