Querty… chi ha deciso che doveva essere così?

Questa mattina mi son svegliato, colazione, bacio ai bimbi, alla moglie, in testa il casco e via al lavoro. Mi siedo alla mia solita scrivania, accendo il solito pc e clicco il primo tasto sulla mia solita tastiera.

A sto punto mi viene in mente una domanda: ma perchè la tastiera è così? ci stiamo davanti tutti i giorni, ci lavoriamo, imprechiamo su di lei se qualcosa non va… ma perchè è fatta così?

clavier_qwerty_portable

Ho cercato su internet e mi è venuto in soccorso un articolo trovato su Focus.it

La colpa – È tutta di Christopher Sholes, inventore della macchina da scrivere. È dal 1868 che tutti siamo stati abituati allo stile QWERTY. Il nome deriva dalle prime sei lettere che compaiono sulla riga superiore, che lette così non sembrano avere molto senso. Ma perché sono disposte in questo modo? E perché nessuno ha mai proposto una valida alternativa?qwerty_standard
Le alternative – Molti, nel corso degli anni, hanno provato a progettare qualcosa di meglio. Dvorak nel 1936 ha ideato un layout di tasti con l’obiettivo di far muovere meno le dita, facendo al tempo stesso aumentare la velocità e diminuire lo stress. Un sistema che, ipoteticamente ti avrebbe permesso di scrivere fino a 400 parole con la prima riga. Niente male, non trovi? Un altro tentativo arrivò da Coleman nel 2006: la tastiera Colemak – così chiamata per fondere il proprio cognome con quello di Dvorak – è più ergonomica, e il numero di parole componibili è ancora maggiore. Successivamente arrivò Capewell, che ha ulteriormente migliorato i risultati precedenti arrivando a farti muovere le dita circa la metà delle volte rispetto alla QWERTY. Ma la domanda è sempre la stessa: perché Christopher Sholes aveva disposto i tasti in questo modo?
La verità – Se dopo tanti anni ti rendi conto che hai comunque voglia di provare una tastiera diversa e sperare di aumentare la tua velocità, accomodati pure. Calcola che ovviamente ogni lingua avrà risultati diversi, ma mediamente la QWERTY dà i risultati peggiori.
La risposta – Il bello è che Christopher Sholes lo ha fatto apposta: ebbene sì, quando ha scelto come disporre le lettere, ha fatto in modo che la velocità raggiungibile non fosse troppo elevata. Questo per evitare che il suo prodotto, ossia la macchina da scrivere, si inceppasse facilmente. Furbo vero?

Nei prossimi giorni dovrebbe arrivare la nuova tastiera per il lavoro…. sarà una sorpresa. Stay tuned. 😉