Pump track … che divertimento

Qualche tempo fa su facebook compare l’annuncio di un corso su Pump Track, specialità a cui non avevo mai pensato fino a quel momento.

MI guardo il video di presentazione …

e poi scopro che lo fanno vicino a casa, dove non sapevo nemmeno esistesse una pista così.

Mi fiondo il giorno dopo ad iscrivermi e scopro che le date dei corsi son già tutte esaurite. Come possibile? son passate meno di 12 ore ed è tutto pieno? Ebbene si, ma chi sta dall’altra parte del filo, Giulio, molto gentilmente mi inserisce in una lista di attesa… speriamo.

Dopo qualche giorno mi ricontatta dicendomi che ci sarà una nuova data per il 29 di Novembre. Non avevo nemmeno finito di leggere l’email che il bonifico era partito ed ero finalmente iscritto.

Problema: la bici. Io ho una Giant Reign 2, per chi non lo sapesse una MTB da enduro full (ammortizzata davanti e dietro), non l’ideale per questo tipo di attività.

Giulio mi risponde dicendomi:

venire in pump track con la bici da Enduro è come fare running con gli scarponi da sci.

Capita la metafora? quindi mi prendo a noleggio anche una loro bici, una Lapierre Rapt 1.2 adatta allo scopo.2478-RAPT-1-2

Dico la cosa al mio socio di avventura, Stefano che accetta volentieri di farmi compagnia ed il 29 mattina, molto presto (eravamo i primi, anche perchè abitiamo a circa 10 km dalla pista), partiamo per l’avventura.

Arriviamo sulla pista che scopriamo essere ancora più grande di come si vedeva nel video, e soprattutto dopo un piccolo giro a piedi mi dico…

io prima di sera qui mi ammazzo!!

alcuni punti ripidissimi, cambi di pendenza secchi e repentini, fondo duro. Non arrivo a sera sano e soprattutto non saprò fare nulla.

Ma son testone io e quindi armato di tanta voglia di ascoltare e di imparare mi preparo al meglio alla giornata.

Dopo poco arrivano tutti ed anche Luca, Claudio, i nostri maestri di giornata, insieme a Giulio ed un loro amico fotografo.

Scarichiamo le bici, cambiamo i pedalini (mi son messo i miei flat), ci prepariamo con le giuste protezioni e seguiamo Luca e Claudio che ci portano ad un parcheggio dietro la pista per farci una lezione di come si sta in bici e come si conduce.

I famosi bicchierini!!!! a  vederlo da fuori ti vien da dire… ma che cazzata, poi provi a farli come si deve e ti accorgi di quanto sei scapace (non c’erano comunque bisogno dei bicchierini per avere la conferma di ciò ehehehe).

Luca ci spiega, ci mostra, Claudio ci assiste nel migliore dei modi e su in bici per provare…. una, due, tre, quattro…. venti volte e inizio a vedere la luce in fondo al tunnel, troppe cose a cui stare attento, troppe cose da fare con i tempi ed i modi giusti… qualche imprecazione di Luca e a mezzogiorno riesco quasi a farli come vuole lui… mi sa che Luca si è anche trattenuto con le imprecazioni visto che c’era anche un bimbo che faceva il corso con noi, che ovviamente ha dato la biada a tutti per tutta la giornata.

Luca:

troppo rigido, piega ste gambe, testa non piegarla, ca….o gira sta testa, il gomito… muoviti…

ho tralasciato le imprecazioni, ma potete immaginarle, e poi la frase che mi ha ronzato in testa per due giorni:

TESTA, GOMITO, GINOCCHIO…

urlata costantemente per fartela entrare in quella testa dura… ho detto che son testone 😉

Quindi ci trasferiamo sulla pista.. ero già stanco, ma incuriosito da cosa avremmo fatto dopo.

Iniziamo qualche spiegazione, qualche dimostrazione e poi iniziamo noi… ho visto poi dal video che mi han fatto… scandaloso, inguardabile, un pezzo di legno, anzi cemento.

Uno, due, tre …. 100 rettilinei… pompa, tira, pompa, tira, ecc ecc… poi aggiungiamo le curve, poi aggiungiamo le sponde, e via così per tutto il pomeriggio…. ed ora di sera finalmente arrivo a fare tutta la pista ad una velocità accettabile. Mi sembrava impossibile la mattina riuscire a farne mezza, ora di sera riuscivo a farla tutta. FELICISSIMO, ma stanchissimo.

Ah, dimenticavo, nel frattempo ci hanno anche spiegato come fare i manual e bunny hop… ovviamente faccio cagare, ma almeno ho capito quale è la tecnica e mi impegnerò nell’applicarla per migliorare questi basilari.

E poi il clou della giornata… ossia cacciatore e preda. Una volta tu davanti e insegnante dietro che ti spinge ad oltrepassare i tuoi limiti, una volta l’insegnante davanti e tu che cerchi di stare al suo passo.

Potete immaginare il risultato: nel primo caso avevo Luca e Claudio che per poco non mi saltavano in groppa, nella seconda loro avevano finito il giro, io ero a metà strada…. :(

Ma ci sta… alla mattina non credevo nemmeno di finire un giro… la sera li finivo eccome. :)

Ogni volte che finivo un giro, con le gambe di legno e le braccia rotte mi dicevo…

bene per oggi finisco qui..

stavo 30 secondi fermo e poi mi dicevo…

ma vaff.. facciamone un’altra…

e riprendevo la bici e giù come non ci fosse un domani. Sta cosa l’ho fatta per altre 15 volte dopo averlo detto la prima volta… ero distrutto, solo il buio ci ha fermati.

Alla fine ci siam tutti fermati attorno a Claudio e Luca che con l’Ipad che han mostrato i video della giornata… vergogna all’inzio vedendo i video della mattina… un poco di soddisfazione nel vedere quelli della sera… piccole soddisfazioni, ma a piccoli passi si scalano le montagne.

Volutamente non ho voluto dire nulla su chi ha organizzato il corso  e chi erano i nostri maestri, anche se sicuramente avrete capito e soprattutto dal video si vedeva

Si tratta della Gravity School di Luca Masserini.

Logo-gravity-OK

ed i nostri maestri altri non erano che Luca Masserini… si giusto… questo personaggio

LucaMasserini

Ho scelto questa foto perchè secondo me lo caratterizza perfettamente: un vulcano, scattante, sempre pronto, preparatissimo, ma anche pronto a mandarti a quel paese quando serve… e vi giuro che serve… un gran motivatore 😉

E l’altro maestro era Claudio Riotti

ClaudioRiotti

Che avevo conosciuto durante l’anno quando l’ho incrociato su qualche speciale dell’Enduro Cup Lombardia. Lui molto più pacato, preparatissimo e soprattutto chiaro e preciso.

Dopo questa esperienza con la Gravity School, conoscendo i miei limiti, ho deciso che frequenterò altri corsi per migliorare il mio modo di andare in bici. Aspetto solo di avere a disposizione il calendario 2015 per organizzarmi.

Appena avrò a disposizione le foto ed i video che hanno fatto durante la giornata ve li mostrerò sicuramente.

Intanto volevo ringraziare chi ha organizzato il corso in maniera impeccabile, Luca e Claudio per la splendida giornata e per la pazienza che hanno avuto nei miei confronti: mi è venuta una gran voglia di prendermi una bici da dirt ed andare a girare più spesso.

E un grande saluto a tutti i compari di giornata, ho trovato 15 persone con la stessa passione che non si sono risparmiati in nulla, ma che si son divertiti come me. Spero di trovarvi presto in giro con le MTB 😉

Concludo sto poema con la mia massima che è perfetta per l’occasione:

Meglio divertirsi come bambini, che far finta di esser grandi e non divertirsi più.

 

 

 

 

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